On the Book

On the Book

PoesieRacconti.it


sabato 5 marzo 2011

"Mettiti nei miei panni".... Cambiare per un giorno, con la fantasia

Frankenstein  è stato un programma televisivo condotto da Fabio Canino.
http://www.zam.it/images/1332/1.jpg

http://us.123rf.com/400wm/400/400/sarah5/sarah50909/sarah5090900019/5590915-l-39-immagine-della-testa-di-un-uomo-robot-di-profilo.jpg

Il programma 

Il programma è andato in onda per otto puntate a partire dal 27 marzo 2006 in seconda serata su Italia 1. Appartiene al filone dei reality di gender swap, un programma che permette alle persone di cambiare totalmente identità. Si tratta di un nuovo genere televisivo che oltreoceano ha già riscosso un enorme successo e da cui sono nati diversi e interessanti spin-off che hanno attirato l’attenzione di pubblico e critica. Il cuore della trasmissione è tutto racchiuso nel desiderio di chi vuole sperimentare, anche solo per un istante, grazie alle tecniche di make-up di Sergio Stivaletti, di essere una persona diversa, con un aspetto, un’età e caratteristiche completamente diverse dalle proprie. In ogni puntata, infatti, una persona facente parte di una qualsiasi casta sociale si rivolgeva al programma per provare a cambiare personalità, almeno per un giorno. A questo proposito, veniva realizzata una maschera sul calco del viso del protagonista e veniva aiutato a cambiare la voce e il portamento. Al termine della puntata, che riassumeva i punti cruciali della preparazione, il protagonista doveva affrontare una prova; a seconda dei casi, doveva presentarsi in ambienti a lui famigliari e tra gente conosciuta nei suoi nuovi panni, dimostrando di essere riuscito a cambiare totalmente identità. Tra gli otto protagonisti, inoltre, vi erano anche Letizia Boupkouele, una ex ragazza di Non è la Rai e Federica Fontana show girl. Molteplici le tematiche trattate, rivalse sociali, rapporto padre figlio, relazioni sentimentali e affettive in genere.

Autori del Programma

Claudio Canepari, Mariano Cirino, Luca Mayenza

http://i237.photobucket.com/albums/ff152/cacaunegro/I_am_the_mask-1.jpg

METTI che con tua suocera le cose non vanno troppo bene. E allora vuoi capire che cosa pensa di te, perché lo pensa, che cosa passa per la testa di una donna di un'altra età, di un'altra generazione. Metti che per un giorno puoi trasformarti in una signora di settant'anni, essere un'altra, farti amica appunto tua suocera. E allora sì, farle raccontare com'è sua nuora, che cosa pensa di lei. Non serve un sortilegio, basta un programma televisivo, e un mago sì, ma degli effetti speciali. Per cambiare connotati, sesso, razza, età. Tutto. E scoprire qualcosa di più di come si è, da un osservatorio altro. E' il Gender Swap, una delle frontiere più recenti della tv, grande successo negli Stati Uniti, tanti che aspirano a traslocare nel corpo e nella testa di qualcun altro.
http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSpqVJ0WEVMJ52HO_-xXtOFFjUe8d2h3AFhOm6ogna0Fu2jqYjm 

"Mettiti nei miei panni". Con Frankenstein il modo di dire diventa una prova fisica. "I protagonisti - spiega Canino - sono persone normalissime, un po' più sveglie di altre, con la sensibilità giusta insomma per mettersi in gioco e diventare per ventiquattr'ore un'altra persona". Pare facile. Ma non lo è per niente. "Molti sono arrivati pensando che fosse solo una messinscena televisiva. Invece - spiega il conduttore - è un impegno serio, con un training duro. E sono andati in crisi".

Perché non si tratta solo di mettersi una maschera. "Il trucco c'è, è ovvio, e ti cambia redicalmente, anche perché è affidato a un mago degli effetti speciali come Sergio Stivaletti (da vent'anni effettista di fiducia di Dario Argento, ndr) e a guardarlo lavorare sembra di stare al circo. Poi però - continua Canino - i partecipanti sono stati affidati a un coach, che ha insegnato loro come interpretare la loro nuova identità. E quindi cambiare la voce, i movimenti, tutto".


Si cambia, dunque, e non solo faccia. "Le difficoltà maggiori le ha incontrate chi ha dovuto affrontare una nuova identità culturale, o religiosa. Come un ragazzo del Camerun - racconta Canino - che ha voluto diventare bianco per un giorno. Però quando il coach gli ha spiegato in che modo comportarsi per 'essere un bianco', ha avuto problemi a metabolizzare alcuni comportamenti, inaccettabili da chi è cresciuto in una cultura diversa da quella occidentale".

E poi c'è chi nel cambiamento cerca la parte migliore di sé che nell'identità di tutti i giorni non riesce a valorizzare. "C'è un ragazzo, Roberto, separato dalla moglie, che per motivi di lavoro non riesce a stare quanto vorrebbe con il figlio piccolo. E allora - spiega il conduttore - siccome il 'mito' del figlio è La Cosa, il personaggio di I fantastici quattro, abbiamo tasformato il padre nel fumetto e glielo abbiamo fatto incontrare". "Però - precisa Canino - senza dirgli chi fosse: non volevamo valorizzare il papà, ma fare un regalo al bambino. Alla fine, vedrete, è stato commovente".


martedì 1 marzo 2011

A spasso tra i libri... con Livio De Marchi

Il classico " C'era una volta " di tante fiabe, sarebbe l'avvio più adatto per la storia che andiamo a narrare.....
"C'era una volta, in mezzo ad un bosco, una casetta fatta di libri dove viveva un mago burlone che sapeva trasformare ogni cosa in legno...."
Ma la casetta esiste davvero e si trova tra i monti dell'Alpago, ed il mago in questione è uno scultore noto in tutto il mondo che un giorno decise di concretizzare 
un suo sogno.....
A bordo delle sue creazioni galleggianti, una barchetta, una scarpa femminile, una carrozza-zucca, automobili d'epoca, Livio De Marchi ha portato lungo i canali di Venezia uno stile, uno spirito, uno modo diverso di essere artista...divertendo e divertendosi......

  


Costruzione realizzata dall' artista Livio De Marchi

Livio De Marchi nasce a Venezia dove, ancora bambino, lavora alla scultura ornamentale in una bottega artigiana e, contemporaneamente, studia arte e disegno all’Accademia. È lì che inizia la sua attività, subito rivelando una inconsueta abilità nel plasmare la materia, che si traduce in una sensibilità ironica che lo spinge a produrre sculture le quali, pur nella perfezione del dettaglio, mantengono la spontaneità dell’essenza.
Nella sua evoluzione artistica transita dal marmo al bronzo, sino a pervenire al legno che rimarrà la sua materia preferita; essa gli conferisce una vitalità che altre materie non gli trasmettono.
Dopo aver aperto il proprio studio, De Marchi lascia correre la fantasia denunciando il suo mondo interiore, il suo modo di essere. Dopo profonde evoluzioni la sua capacità così ironica di cogliere la vita prende il sopravvento, per giungere a questo modo nuovo di fare scultura.
 


Le sue opere sono state esposte in varie città di tutto il mondo tra cui Milano, Firenze, Londra , Parigi, Düsseldorf, Zurigo, Toronto, New York, Los Angeles, Tokyo, ecc., pubblicate in molte riviste come Interior Design, Capital, Casa Vogue, Madame Figaro, Vogue, Hauser, Decoration, ecc. Inoltre il suo lavoro ha suscitato l’interesse di reti televisive di diversi paesi stranieri.
Sempre continuando l’attività di scultore, nel 1985 Livio De Marchi realizzò una grande opera avente la forma di barchetta “di carta”, nel 1986 realizzò una gigantesca scarpa da donna galleggiante, nel 1987 scolpì, seguendo la tradizione giapponese dell’origami, una colomba della pace che insieme alla “Barchetta di carta” sono state collocate nel Central Park di Himeji (Giappone) come monumenti. Durante lo stesso anno il Museo Kunsthalle di Emden (Germania) acquistò un grande vaso di pennelli scolpiti in legno e dipinti dal titolo “Fiori dell’artista”. Da segnalare una mostra personale a Tokyo presso la Galleria Hiro di Kimihiro Fujii. Nel 1988 realizzò una scultura a forma di Jaguar del 1937, anch’essa galleggiante. La Carsch Haus di Düsseldorf (Germania) organizzò una mostra personale su Livio De Marchi.


Nel 1989 scolpì, sempre in scala 1:1 una Fiat Topolino modello A. La Jelmoli di Zurigo (Svizzera) organizzò per lui una mostra personale. Nel 1990, realizzò la “Casa dei libri”. Essa si trova a S. Anna di Tambre d’Alpago (BL) ed è ormai famosa in tutto il mondo.
Nel 1991 la Jelmoli di Zurigo organizzò un’altra mostra personale su di lui e nel 1993 la televisione Olandese TROS gli ha dedicato un vasto programma.
Il museo americano “Believe it or not!” a S. Augustine in Florida (U.S.A.) ha acquistato la Fiat Topolino e la Jaguar galleggiante. Il Museo “Muskegon museum of art” a Muskegon - Michigan (U.S.A.), ha acquistato un grande vaso di pennelli da esporre nel museo.
Livio De Marchi ha realizzato la “Casa dei libri n. 02” in Germania, presso una località tra Francoforte e Colonia avente il nome di Bergneustadt (collezione privata).


Nel 1994 lo scultore ritorna a giocare con le sue sculture; realizza infatti un’opera galleggiante dal titolo “Un sogno a Venezia” che è stata presentata in occasione del Carnevale.
Si tratta di una gigantesca zucca trainata da 4 cavalli i quali, se il guidatore tira le briglie, si innalzano in segno di saluto. All’interno della zucca c’è spazio sufficiente per 4 persone. Nel mese di ottobre 1994 Livio De Marchi realizza la “Casa dei libri n. 3” in Giappone. All’interno di essa è collocato un bagno giapponese di proprietà della Pensione Costa del Sol sulla penisola di Izu, di fronte l’Oceano Pacifico. Lo scultore ha intenzione di realizzare 10 opere “Casa dei libri”, sparse in tutto il mondo.
In occasione del Carnevale di Venezia del 1995 scolpì un gigante vaso di fiori (4 rose, 4 tulipani e 4 margherite) dedicato alla sua città. Quest’opera, alta più di 8 metri, fu posta nel Canal Grande vicino alla punta della Dogana. Durante la primavera del 1995 la Sig.ra Angelika Obermüller organizzò per lui una mostra personale nella sua galleria a Monaco Galerie + Tee; nel giugno 1995 Livio De Marchi mostrò le sue opere nell’esposizione organizzata per lui nell’antico castello di Frohnleiten in Austria.
Dal 30 marzo al 04 maggio 1996 espone le sue sculture nella Mostra personale presso la Galleria Lieve Hemel di Amsterdam. Nel febbraio del 1997 presenta un’opera galleggiante, un’automobile scolpita in diversi legni, la “Mercedes Gabbiano”. “La Gabbiano” è stata mostrata alla Fiera d’arte KunstRAI di Amsterdam dal 14 al 19 maggio. Dal 31 maggio al 12 luglio espone le sue opere nella Mostra personale presso la Gallerie Lieve Hemel di Amsterdam. Nel febbraio del 1999 presenta un’opera galleggiante, un’automobile scolpita in diversi legni, la “Volkswagen Maggiolino”. “La Maggiolino” è stata mostrata alla Fiera d’arte KunstRAI di Amsterdam dall’1 al 6 giugno 1999. Dal 19 al 31 luglio espone le sue opere nella Mostra personale presso la Gallerie Lieve Hemel di Amsterdam. Nel Novembre espone le sue opere nel SOFA in Chicago (c/o Mostly Glass Galleria).



Scarico immagine
Fai clic sullo sfondo per annullare
Immagine non disponibile



Scarico immagine
Fai clic sullo sfondo per annullare
Immagine non disponibile



Scarico immagine
Fai clic sullo sfondo per annullare
Immagine non disponibile



Scarico immagine
Fai clic sullo sfondo per annullare
Immagine non disponibile



Scarico immagine
Fai clic sullo sfondo per annullare
Immagine non disponibile



Scarico immagine
Fai clic sullo sfondo per annullare
Immagine non disponibile

Scarico immagine
Fai clic sullo sfondo per annullare
Immagine non disponibile